Passaggi generazionali e politiche di digital transformation

Cerif: il 28% dei passaggi generazionali andati a buon fine ha attuato politiche di digital transformation


Il 90% dei senior coinvolti ammette che non voleva lasciare l’azienda nelle mani dei figli e di aver rivisto le proprie posizioni solo grazie alla responsabilità e passione che essi hanno dimostrato sul tema del digitale

Milano, 6 giugno 2018

Da anni ormai si parla di digital transformation (Big Data, Internet of Things, Analytics) e dei suoi numerosi vantaggi: aumenta la produttività, riduce i costi, migliora l’efficienza, riduce gli infortuni, permette una più accurata profilazione della clientela, manutenzione predittiva e, grazie ai Big Data, consente di analizzare la correlazione esistente tra fenomeni lontani.

Secondo una ricerca del CERIF (Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) – elaborata in occasione del lancio dell’ottava edizione del premio “Di padre in figlio” , promosso da CERIF in collaborazione con Credit Suisse e KPMG, con il contributo di LCA Studio Legale, Mandarin Capital Partners, Lombard International Assurance, il supporto scientifico della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, e Gruppo 24Ore in qualità di media partnerl’introduzione dei processi di digitalizzazione vanta anche un ulteriore beneficio: aiuta e favorisce il passaggio generazionale che avviene dal senior al junior.

Analizzando infatti i casi e i dati di un centinaio di aziende è emerso come nel 28% dei casi il senior, consapevole dei propri limiti, lasci spazio allo junior e gli affidi l’introduzione e la successiva implementazione della trasformazione digitale da sviluppare in azienda. Avviene così un passaggio generazionale duplice: uno a livello di guida aziendale, da padre a figlio o da madre a figlia; uno a livello operativo, da azienda tradizionale ad azienda digitale (in alcuni casi una vera e propria Industry 4.0).

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