Attenzione Imprese di Famiglia: alcuni stimoli dall’ultimo Bollettino della Banca d’Italia (15 aprile 2016)

  1. Rallentano le economie emergenti. Negli Stati Uniti e negli altri paesi avanzati l’espansione prosegue, mentre le economie emergenti restano un elemento di rischio per la crescita mondiale. In Cina si sono allontanati i timori di un hard landing, ma continua il rallentamento dell’economia. Il calo del prezzo del petrolio non si è tradotto in un rafforzamento dell’attività globale. L’FMI e l’OCSE hanno rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita e sul commercio internazionale. Si è accentuato il carattere espansivo delle politiche monetarie nei paesi avanzati.”

CERIF consiglia la massima allerta nei confronti dell’accesso ai mercati esteri e in particolare di: a) monitorare con attenzione i processi di internazionalizzazione in atto o quelli soprattutto che stanno per essere posti in essere; b) scegliere bene il Paese o i Paesi verso i quali aprire o sviluppare il business; c) monitorare la valuta di scambio e coprirsi con adeguate assicurazioni ai possibili/probabili differenziali negativi di cambio; d) governare le persone che sono preposte all’esportazione o all’internazionalizzazione (quindi impegnate in misura stabile a lavorare fisicamente lontano dall’Italia) aumentando la relazione interpersonale su tuti gli aspetti rilevanti del caso.

 

  1. Le borse risentono di incertezze sulla crescita e sugli orientamenti della regolamentazione bancaria. Nei primi mesi dell’anno i timori sulla crescita globale hanno determinato forti cali dei corsi sui mercati finanziari internazionali, in parte poi riassorbiti. Nell’area dell’euro è stato particolarmente sfavorevole l’andamento dei titoli bancari, che ha interessato tutta l’area, ma soprattutto la Germania e l’Italia; è aumentata l’attenzione dei mercati alla qualità del credito, anche a seguito di incertezze degli operatori sugli orientamenti della regolamentazione.

CERIF consiglia di incontrare con frequenza i propri interlocutori bancari (capi filiali, capi agenzie, responsabili del credito, ecc.) in quanto le fonti di finanziamento devono essere sempre ben controllate e orientarsi alle nuove forme tecniche che la vostra banca (o le vostre banche) pone (pongono) in essere. Chi ha clienti (o fornitori) multinazionali e quotati rilevi giornalmente l’andamento (spesso il calo) della quotazione dei loro titoli per prepararsi ad operazioni commerciali coerenti ai risultati borsistici pro tempore conseguiti. Fare attenzione che il vostro capitale circolante potrebbe avere variazioni in aumento causati dalle economie congiunturali di questi vostri partner commerciali.

 

  1. In Italia la ripresa prosegue… In Italia nell’ultimo trimestre del 2015 è proseguita, anche se a ritmi più contenuti, la ripresa ciclica, sospinta dal consolidamento dei consumi e dall’accelerazione degli investimenti. Gli indicatori più recenti segnalano che nei primi mesi di quest’anno l’attività economica avrebbe beneficiato del riavvio della manifattura, cui si sarebbe aggiunto il consolidamento della ripresa nel settore dei servizi e nel comparto edile. Le imprese rimangono ottimiste sulle prospettive dei prossimi mesi, pur con alcuni segnali di cautela. Secondo nostre valutazioni nel primo trimestre del 2016 la crescita sarebbe stata ancora moderata, ma lievemente superiore rispetto ai tre mesi precedenti.

CERIF consiglia di fare molta attenzione all’andamento del settore, ai comportamenti del vostro comparto e soprattutto alle dinamiche presenti nei vostri mercati di acquisto e di sbocco del vostro business. La cautela impone che si possano fare utili simulazioni sulla eventuale (o effettiva) riduzione della redditività del settore nel tempo. Non concentratevi unicamente sulla eventuale riduzione dei costi che risulta quasi sempre la via più veloce e più facile perché si rischia di “tagliare” rami verdi senza foglie. Guardare nel conto economico anche la sezione ricavi e formulare delle tattiche commerciali (quindi delle decisioni di breve) originali (evitare la solita politica di abbassare il prezzo di vendita) rispetto a quelle dei propri competitori. Intensificare gli incontri con le forze commerciali e soprattutto con le vendite per guidarle verso obiettivi e azioni concrete vincenti.

 

  1. …ma le prospettive per le esportazioni sono più incerte. Al contempo le prospettive della domanda estera risentono anche in Italia dell’acuirsi dell’incertezza sull’andamento del commercio mondiale. Il calo delle vendite sui mercati extra UE nei primi mesi dell’anno potrebbe ripercuotersi sui piani di investimento delle imprese, pur sostenuti dall’impatto positivo degli incentivi temporanei disposti dall’ultima legge di stabilità.

CERIF consiglia di evitare la trappola della ricerca spasmodica e ad ogni costo (“fame”) di opportunità in quanto il rischio di accettare lavori sotto margine (di contribuzione) porta a una redditività nulla o negativa. E’ pur vero che occorre sfruttare i costi fissi ma attenzione a lavorare solo “per far girare le macchine”. Così non si fanno i soldi e quindi gli investimenti importanti ne risentono negativamente. Anche qui si raccomandano momenti di creatività e sforzi di ricerca continua della qualità, i due requisiti che alimentano ciò che abbiamo come nostra reputation nel mondo: “il made in Italiy”.  Non fidarsi troppo della strategia “stop and go” che risulta magari opportunistica ma che non paga nel lungo termine; assai meglio formulare e porre in essere strategie di (sviluppo nel) medio termine.

 

  1. L’inflazione negativa riflette anche la debole domanda aggregata. L’inflazione è tornata negativa. Vi ha contribuito la decisa flessione dei prezzi dei beni energetici, ma anche il permanere dell’inflazione di fondo su valori storicamente molto bassi. Secondo le aspettative di famiglie e imprese la dinamica dei prezzi si manterrà molto contenuta anche nella parte restante dell’anno. In Italia e nell’area dell’euro la debolezza dei prezzi e dei salari risente in misura non trascurabile degli ancora ampi margini di capacità produttiva e di forza lavoro inutilizzati.

CERIF consiglia di non dimenticare che la deflazione alimenta la criticità sul rischio del “contadino” troppo prudente. Questo comportamento viene alimentato da una oggettiva incapacità di essere imprenditivi che si configura come il rifiuto di assumere in misura naturale il rischio e ciò blocca l’innovazione e il cambiamento; il non decidere si diffonde a tutti i livelli aziendali. Occorre trovare subito nel proprio mercato (o nei propri mercati) di sbocco azioni e iniziative che “sveglino” la domanda offrendo non prodotti/servizi cosiddetti ”commodities” (di base o indifferenziati) ma soprattutto beni/servizi che soddisfino bisogni più latenti e potenziali che effettivi (Swatch Touch Zero One e Smart Forspeed a motore elettrico insegnano!).

 

  1. Il credito migliora gradualmente; aumentano i depositi delle banche. Prosegue la ripresa graduale del credito, favorita dal contributo espansivo delle misure di politica monetaria; i prestiti alle imprese manifatturiere crescono a tassi superiori al 3 per cento; restano in flessione quelli al settore delle costruzioni e alle società di minore dimensione. Per il sistema bancario nel suo insieme la raccolta non ha risentito delle recenti tensioni finanziarie: l’aumento dei depositi e l’espansione della raccolta interbancaria sull’estero hanno più che compensato la riduzione delle obbligazioni.

Le consistenze ancora elevate di attività deteriorate comprimono la capacità reddituale delle banche e possono porre un vincolo all’erogazione di nuovi finanziamenti; tuttavia, con il proseguire della ripresa, si rafforzano i segnali di miglioramento della qualità del credito. Nel quarto trimestre del 2015 il flusso di nuovi prestiti deteriorati è ulteriormente diminuito, continuando la tendenza in atto da circa un anno; inoltre, sulla base di dati preliminari, per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria il valore assoluto dei prestiti deteriorati si è lievemente ridotto e la loro quota sul totale dei finanziamenti ha smesso di crescere. Lo schema di garanzia pubblica per la cartolarizzazione delle sofferenze può agevolarne una più rapida dismissione. All’inizio di aprile è stata resa nota la costituzione di un fondo di investimento privato volto a sostenere futuri aumenti di capitale da parte di banche e a contribuire alla dismissione dei crediti deteriorati attualmente nei bilanci degli intermediari italiani.

CERIF consiglia di tenere sempre nel debito conto il rischio finanziario ed evitare che l’azienda di famiglia sia sottoposta  a questo rischio in quanto molti sono gli elementi critici da considerare per avere da un lato una gestione finanziaria sicura e di successo: competenze tecnico-specialistiche appropriate, strumenti di controllo e di monitoraggio continui, risorse umane dedicate, ecc. dall’altro lato la “tentazione” di usare tali risorse per destinazioni “improprie”: benessere e sicurezza della famiglia oltre i limiti consentiti dai risultati aziendali, remunerare profumatamente i familiari anche se danno un modestissimo contributo al successo gestionale, ecc.  e infine lavorare soprattutto con i soldi altrui (banche, altri finanziatori, fornitori, ecc.) senza mettere a disposizione quelli della famiglia. Quindi lavorare molto professionalmente con le banche dotando la struttura di risorse umane assai competenti in materia finanziaria. L’imprenditore non deve fare il CFO dell’azienda ma usare persone dedicate, esterne (come il proprio commercialista di fiducia o il temporary manager) o interne se i costi lo permettono (e lo permettono eccome…. ci avete capito, vero?)

 

  1. Resta necessario il consolidamento della crescita. Condizione necessaria per un ritorno durevole dell’inflazione su livelli coerenti con l’obiettivo della stabilità dei prezzi, nell’area dell’euro e in Italia, è un riassorbimento della capacità produttiva inutilizzata e della disoccupazione. Il consolidamento della crescita è fondamentale anche per contrastare l’avvio di spirali negative tra gli andamenti del mercato azionario e del credito, accelerare il riassorbimento dei crediti deteriorati del sistema bancario, assicurare il proseguimento della riduzione del rapporto fra debito pubblico e prodotto. L’impulso proveniente dalle misure di stimolo monetario continuerà a fornire sostegno all’attività economica e ai prezzi fino a quando sarà necessario; resta essenziale che a questo obiettivo contribuiscano tutte le politiche economiche.

CERIF consiglia di mantenere viva l’attività di monitoraggio sulle condizioni bancarie dei propri istituti di credito e sfruttare al massimo le possibili negoziazioni mettendo in concorrenza le banche tra loro. Anche se siete PMI non subite questa ostilità ambientale, cercate di interfacciarvi sempre più spesso con i bancari che lavorano (oltre che nel mondo retail) nella divisione “corporate”; cercate di avere il polso della situazione sui loro problemi e in particolare sull’andamento dei  loro “NPL” (non performing loans che sono i prestiti non performanti; meglio noti in italiano come crediti deteriorati). Chiedete a questi addetti ai lavori le loro previsioni di breve e medio termine in merito.