Quanto Valgono i Passaggi Generazionali in Italia?

Quanto valgono i passaggi generazionali in Italia?

By Associazione Cerif – Centro Di Ricerca Sulle Imprese Di Famiglia

Dai dati AIPB disponibili possiamo affermare che su 431 miliardi di gestito/amministrato, il 39% dei clienti è formata da una platea di imprenditori. Poichè CERIF ci dice che l’80% delle aziende italiane sono family business, è facile derivare che abbiamo per difetto una ricchezza di circa 135 miliardi di euro sul “piatto” del passaggio generazionale. E’ su questa piattaforma che agiscono sia i private banker che i professionisti, quest’ultimi quali antichi fiduciari (insieme di avvocati e notai) delle famiglie in questione. Entrambe queste figure professionali sono impegnate nell’aiutare, a vario titolo, e nel traghettare il patrimonio familiare e quello aziendale da una generazione a quella successiva. Sempre secondo CERIF i passaggi generazionali non riusciti, falliti, sono pari al 10% all’anno, con una “distruzione” di ricchezza di oltre 13 miliardi di euro! Ciò giustifica ampiamente l’attenzione che occorre porre e che viene in effetti posta su questa complessa operazione poichè:

Il passaggio generazionale è giudicato, anche dagli operatori finanziari, un fattore di rischio, legato all’età elevata dell’imprenditore e all’assenza di successori affidabili, che impone l’adozione di specifiche garanzie, spesso di carattere personale. Oltre l’80% degli imprenditori considerano il passaggio generazionale un problema molto difficile da gestire o addirittura impossibile. Il problema è potenzialmente amplificato dalla necessità di liquidare parte degli eredi, con la separazione finanziaria e patrimoniale dell’azienda. E’ anche critico il ruolo e lo stile dell’imprenditore che tende a ritenere le fortune dell’azienda necessariamente legate ai suoi criteri di gestione, da perpetuare attraverso i suoi figli.

(Estratto da M. Oriani e B. Zanaboni,”Governance del patrimonio e passaggio generazionale”, Il Sole 24 Ore Libri)